Fin dagli anni ’70 un piccolo nucleo di sognatori, legati al territorio della VALMARECCHIA da legami di nascita e di amore viscerale per questa terra, ha tenuto acceso la fiammella del desiderio di far tornare nella casa comune della Romagna la parte più alta della Valle che nel 1816, con la caduta di Napoleone, era tornata allo Stato Pontificio e di seguito alle Marche.
Un movimento che per 200 anni, a fasi alterne e sempre inutilmente, aveva coltivato il sogno avvicinandosi molto durante i movimentati eventi della creazione dell’ Unità d’Italia con i giovani patrioti locali impegnati sui due fronti; poi con grandi speranze ( sempre deluse ) nella fase della ricostruzione Repubblicana e infine in occasione del riordino amministrativo e la nascita delle Regioni ( con il progetto assolutamente motivato da ragioni concrete, soffocato da quelle di interesse politico ).
Sentimento condiviso nel territorio, basti pensare che in tutte le istanze presentate in varie occasioni per formare la Provincia di Rimini, il territorio dell’ Alta Valmarecchia era compreso, sia nelle ipotesi di massima che in tutte quelle di minima, definito come “ vitale” per la nuova realtà.
Per 200 anni abbiamo rappresentato il caso unico di una Valle divisa in via trasversale a metà del percorso di “ quel piccolo mare “, il Marecchia, che ha dato vita ad Ariminum.

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